Quei lampioni di campagna

La luce di un tramonto domenicale si scioglie lenta lungo le pareti vetrate di nuovi capannoni brianzoli. E dall'altra parte della strada, le tettoie al neon dei benzinai piovono sull'asfalto una luce fatua.
E' tutta una brianza di strade illuminate e boschi bui. Eppure mi manca la luce bianca di quei lampioni lungo strade sterrate di campagna, appesi agli angoli di certi cascinali ruvidi ai bordi del paese. La luce, come me la ricordo io, non si diffondeva mai abbastanza; restava lì sospesa a cono, quasi inutile.
Alcuni di quei lampioni sono sopravvissuti, lontano dai centri, alla fine di strade senza uscita. In quelle case d'altri tempi, d'altri regimi, ci vive gente vecchia che la domenica al tramonto se ne sta su una sedia di legnaccio a guardare un tg sotto un paio d'antenne che non sono mai al posto giusto.
Questi sono angoli in bianco e nero, senza neon, senza capannoni, fatti di strade e di buio e di boschi.
Le sere sono da minestra e le notti nascono fuori da mura silenziose.
Sogni d'oro, cara nonna.

5 commenti:

  Anonimo

24 novembre 2008 alle ore 09:25

Parole dolcissime.
W qui stamattina è neve....bianco e nero dalla finestra.

  figura4

24 novembre 2008 alle ore 11:51

Mi è venuta voglia di minestra..

  eman

24 novembre 2008 alle ore 21:06

Anche qui è neve. A Torino sembra autunno, in brianza sembra inverno. Chessarà, chessarà, chessarà.

  Anonimo

25 novembre 2008 alle ore 16:52

Non può essere ancora autunno, non trovo più castagne da raccogliere!

  eman

25 novembre 2008 alle ore 20:49

Le castagne ormai stanno tutte nelle tane dei cinghiali. Facciamo un po' per uno? A te le castagne, a me il cinghiale.